Associazioni e Società

NELL’ANTICA GRECIA SI  DISPUTAVANO GARE MOLTO SIMILI A QUELLE ODIERNE DI ATLETICA LEGGERA, MA I PRIMI VERI ‘’GIOCHI OLIMPICI’’ MODERNI RISALGONO AL 1896 E SI SVOLSERO AD ATENE.

NEI PROGRAMMI  OLIMPICI OLTRE ALL’ATLETICA LEGGERA, NEL CORSO DEGLI ANNI, FURONO INSERITE ALTRE DISCIPLINE,  COMUNQUE L’ATLETICA RAPPRESENTA SICURAMENTE IL CORPO CENTRALE DELLE ‘’OLIMPIADI’’.

 

SOMMARIAMENTE:

 

LE DISCIPLINE DI ATLETICA LEGGERA SONO DIVISE IN DUE CATEGORIE:

 

A)  SPECIALITA’ SU PISTA  E  STRADA

 

SU PISTA:

 

SU STRADA: 

       10 Km  MARCIA  FEMMINILE 

20 Km  MARCIA  MASCHILE

42,195 Km   MARATONA

 

          

                                          Velocità                                                          Staffetta

      

                                    Ostacoli                                      Maratona                              Marcia

 

B)  SPECIALITA’ SU PEDANA

 

·        PROVE DI LANCI  (GIAVELLOTTO, DISCO, PESO, MARTELLO)

·        PROVE DI SALTI  (IN ALTO, IN LUNGO, TRIPLO E CON L’ASTA)

 

         

                                        Salto in alto                                                     salto in lungo

Salto con l'asta

 

REGOLAMENTI

s

 

·        GLI ATLETI DEVONO INDOSSARE I NUMERI SULLE MAGLIE, SUL PETTO E SUL DORSO, A LORO ASSEGNATI, TRANNE CHE NEL SALTO IN ALTO E CON L’ASTA DOVE E’ CONCESSA L’ALTERNATIVA ( O SUL PETTO O SUL DORSO).   

·        I CONCORRENTI  HANNO LA FACOLTA’ DI GAREGGIARE SCALZI, CON  UNA O DUE SCARPE.

·        I TIPI DI SCARPE DEVONO NECESSARIAMENTE VARIARE A SECONDA DELLE SPECIALITA’ , E COMUNQUE IN TUTTE LE PROVE AD OGNI ATLETA E’ CONCESSO UN NUMERO MASSIMO DI 11 CHIODI PER SCARPA.

·        GLI ATLETI DURANTE LA GARA NON POSSONO ESSERE  CONSIGLIATI O AVERE  ASSISTENZA, SALVO QUANTO PREVISTO PER LA MARCIA E LA MARATONA (GARE DI LUNGA DISTANZA).    

·        NON E’ CONCESSO POTENZIARE LA PROPRIA CONDIZIONE FISICA O PSICHICA CON FARMACI O MEZZI ILLECITI. OLTRE CHE AD ESSERE UN COMPORTAMENTO ANTISPORTIVO E’ SEVERAMENTE SANZIONATO DALLE AUTORITA’ SPORTIVE,  E COME CONSEGUENZA CI PUO’ ESSERE LA SQUALIFICA A VITA DELL’ATLETA.  PER VERIFICARE QUESTO, GLI ORGANI COMPETENTI,  SOTTOPONGONO I CONCORRENTI  AL TERMINE DI OGNI GARA, AL CONTROLLO ANTIDOPING.

 

TERRENO DI GARA

 

·        GENERALMENTE  LE GARE INTERNAZIONALI SI SVOLGONO NEGLI  STADI  E NELL’ANELLO DI ATLETICA LEGGERA SI SVOLGONO LE PROVE DEI 100 m., 200 m., 400 m., 800 m., 1500 m., 3000 SIEPI, 10.000 m.,  STAFFETTE  4X100 m E 4X400 m.

·        LE CORSIE CHE SONO NORMALMENTE 8, HANNNO UNA LARGHEZZA DI 1,22 m.   

·        ALL’INTERNO DELL’ANELLO DELLO STADIO SI SVOLGONO LE PROVE DEL LANCIO DEL DISCO, PESO, MARTELLO E GIAVELLOTTO.  SALTO IN ALTO, LUNGO,TRIPLO E CON L’ASTA.    

 

1)    CORSA

 

·        LA PARTENZA, SIA PER LE GARE INDIVIDUALI (100,200 E 400 m) CHE PER LE STAFFETTE (4X100 E 4X400), AVVIENE DAI “BLOCCHI”.  

·        I ‘BLOCCHI DI PARTENZA” SONO COSTITUITI DA UNA PICCOLA ROTAIA A CREMAGLIERA DOVE VENGONO INSERITI I DUE BLOCCHI CHE HANNO UNA ANGOLAZIONE REGOLABILE A SECONDA DELLE CARATTERISTICHE DI OGNI ATLETA (E’ INFATTI LUI STESSO CHE LI SISTEMA)

 

Dei blocchi

 

·        UNA VOLTA SISTEMATI I “BLOCCHI”, I CONCORRENTI PRENDONO POSIZIONE AGLI ORDINI DEL GIUDICE DI PARTENZA.

·        E’ IL GIUDICE INFATTI CHE DA’  I  COMANDI  IN RAPIDA SUCCESSIONE:

A)     AI VOSTRI POSTI

B)     PRONTI

C)     COLPO DI  PISTOLA

 

Giudice che spara il colpo di pistola

 

·        FINCHE’ IL GIUDICE NON DICE VIA, ENTRAMBE LE MANI DELL’ATLETA DEVONO TOCCARE IL SUOLO, SE QUESTO NON SI VERIFICA IL GIUDICE NON “SPARA IL COLPO”.

·        I CONCORRENTI CHE NON SEGUONO LE REGOLE O CHE PARTONO PRIMA DEL COLPO DI PISTOLA CAUSANO LA FALSA PARTENZA E PER QUESTO VENGONO AMMONITI. ALLA SECONDA FALSA PARTENZA IL CONCORRENTE VIENE SQUALIFICATO (NEL DECATLON ED E EPTATLON NE OCCORRONO 3 PER LA SQUALIFICA).  

·        NEI 100,200 E 400 m,  GLI ATLETI DEVONO MANTENERE LA PROPRIA CORSIA DALL’ INIZIO FINO AL TRAGUARDO.

·        NEGLI 800 m, I CONCORRENTI DEVONO RIMANERE NELLA PROPRIA CORSIA DALL’INIZIO SINO AL RETTILINEO OPPOSTO A QUELLO DELLA PARTENZA DOPODICHE’ POSSONO PORTARSI TUTTI NELLA CORSIA INTERNA DELLA PISTA.

·        NEI  1500, 5000 E 10000 m, NON OCCORRE RISPETTARE LE CORSIE.

·        IL PRIMO CHE TAGLIA IL TRAGUARDO VINCE, MA LA PARTE DEL CORPO CHE DEVE OLTREPASSARE IL TRAGUARDO PER PRIMA E’ IL BUSTO O QUALSIASI PARTE DI ESSO (ESCLUSA TESTA, COLLO, BRACCIA O GAMBE)

 

STAFFETTA:

 

·        LA SQUADRA E’ COSTITUITA DA 4 CONCORRENTI, ED OGNUNO DI ESSI DOVRA’ PARTECIPARE AD UNA FRAZIONE DELL’INTERA GARA. 

·        AL TERMINE DI OGNI FRAZIONE DEVE ESSERE PASSATO IL TESTIMONE (TUBO VUOTO E LISCIO LUNGO 28/30 cm., CON CIRCONFERENZA DI 12 cm.  ED UN PESO DI 50 g. CIRCA)

 

Del tubo con indicate le misure

 

·        IL TESTIMONE VA CONSEGNATO ALL’INTERNO DELLE COSI’ DETTE “ZONE DI CAMBIO” (ZONA di 10 m., ALL’INTERNO DELLA QUALE DEVE AVVENIRE IL CAMBIO)

·        LA STAFFETTA 4x100 VIENE GAREGGIATA IN CORSIA, LA 4X400 SI CORRE IN CORSIA FINO ALL’USCITA DALLA PRIMA CURVA DEL SECONDO GIRO DI PISTA E CIOE’ AL TERMINE DELLA CORSA DEL PRIMO FRAZIONISTA. 

 

2)    CORSA  CON  OSTACOLI

 

·        IN QUESTE GARE IL CONCORRENTE, OLTRE A CORRERE VELOCE, DEVE SALTARE UNA LUNGA SERIE DI OSTACOLI.

·        NELLE GARE OLIMPICHE SONO PREVISTI:

100 m. OSTACOLI FEMMINILI

110 m. OSTACOLI MASCHILI

400 m. OSTACOLI MASCHILI E FEMMINILI

 

OSTACOLI:

 

·        SONO COMPOSTI PREVALENTEMENTE IN METALLO CON UNA BARRA NELLA PARTE SUPERIORE IN LEGNO. DAL MOMENTO CHE POTREBBE ESSERE PERICOLOSO NON RIUSCIRE A SALTARLI, E’ STATO PREVISTO CHE OCCORRE SOLAMENTE UNA FORZA DI 4 KG. CIRCA PER ROVESCIARLI O ABBATTERLI.

·        QUESTE SONO LE ALTEZZE DEGLI OSTACOLI, CHE VARIANO A SECONDA DELLE PROVE:

0,84  m.  NEI  100 m.  FEMMINILI

1,067m.  NEI  110 m.  MASCHILI     

0,914m.  NEI  400 m.  MASCHILI

0,762m.  NEI  400 m.   FEMMINILI

 

DIVERSE SONO ANCHE LE DIPOSIZIONI DEGLI OSTACOLI A SECONDA DELLE DISTANZE:

 

·        NEI 100 m. IL PRIMO OSTACOLO E’ A 13 m. DALLA PARTENZA, TUTTI GLI ALTRI SONO A 8,5 m.    L’UNO DALL’ALTRO; L’ULTIMO OSTACOLO E’ A 10,5 m. DAL TRAGUARDO.

·        NEI 110 m. IL PRIMO OSTACOLO E’ A 13,72 m. DALLA PARTENZA, GLI ALTRI DISTANO TRA LORO    9,14 m. E L’ULTIMO OSTACOLO E’ A 14,02 m. DAL TRAGUARDO.

·        NEI 400 m. IL PRIMO OSTACOLO E’ A 45 m. DALLA PARTENZA, GLI ALTRI DISTANO 35 m. E   L’ULTIMO OSTACOLO E’ A 40 m. DAL TRAGUARDO.

 

L’ATLETA VIENE SQUALIFICATO QUANDO ABBATTE VOLONTARIAMENTE CON I PIEDI O CON LE MANI, GLI OSTACOLI  OPPURE SE NE SALTA UNO AL DIFUORI DELLA PROPRIA CORSIA. 

 

3)    I  3000 m. CON  SIEPI

 

·        QUESTA DISCIPLINA COMPRENDE IL SALTO DI 28 OSTACOLI E SETTE FOSSE.

·        GLI OSTACOLI SONO DIVERSI RISPETTO ALLE GARE SOPRA INDICATE INFATTI: 

3,96   m. E’ LA LUNGHEZZA

0,914 m. E’ L’ALTEZZA

 

·        LA FOSSA  (COLMA DI ACQUA), SI TROVA ALL’INTERNO DEL CIRCUITO, A META’ CIRCA DELLA PRIMA CURVA RISPETTO ALLA PARTENZA, E’ A  FORMA DI QUADRATO CON IL LATO DI 3,66 m., CON UNA PROFONDITA’ DI  0,7 m., CHE COMUNQUE DEGRADA. ESSA E’ PRECEDUTA DA UN OSTACOLO FISSO ALTO 0,914 m.  

·        LUNGO IL PERCORSO DUNQUE CI SONO 1 OSTACOLO FISSO, CON  LA FOSSA, CHE VIENE AFFRONTATO, A PARTIRE DAL SECONDO GIRO E 4 OSTACOLI MOBILI, DUE DEI QUALI VENGONO SISTEMATI DOPO LA PERTENZA.   

·       LA PARTENZA E L’ARRIVO AVVENGONO IN PUNTI DIVERSI DEL CIRCUITO.     L’ATLETA E’ SQUALIFICATO SE:

1)     AGGIRA L’OSTACOLO

2)     NON SUPERA O NON ATTRAVERSA LA FOSSA

 

3000 m Siepi

 

4)    LA  MARCIA

 

·        LA CARATTERISTICA PRINCIPALE DI QUESTA DISCIPLINA E’ L’OBBLIGO DEL CONTATTO ININTERROTTO CON IL SUOLO.

·        ALLA PRIMA INFRAZIONE, SE LA MARCIA NON E’ CONFORME AL REGOLAMENTO,  L’ATLETA VIENE AMMONITO E VIENE ALZATA UNA BANDIERINA BIANCA, ALLA SECONDA, VIENE SQUALIFICATO.

·        LE DISCIPLINE OLIMPICHE PREVEDONO LE DISTANZE DI :

      20 E 50 Km.     PER  GLI  UOMINI

10 Km.              PER LE DONNE

 

5)    LA  MARATONA

 

·       UNA DELLE GARE, ASSIEME ALLA MARCIA, PIU’ MASSACRANTI.
SI PARTE DAL CIRCUITO PER RITORNARCI, ATTRAVERSO UN PERCORSO LUNGO 42,1195 Km. 

·       E’ CORSA PURA AL GRIDO VINCA IL MIGLIORE.

·       DOPO I PRIMI 11 Km. DALLA PARTENZA E’ PREVISTO UN RISTORO E SUCCESIVAMENTE OGNI 5 Km.

 

6)    IL  LANCIO  DEL  PESO

 

·        VINCE IL CONCORRENTE CHE LANCIA IL” PESO”  PIU’ LONTANO DEGLI ALTRI, OGNI ATLETA HA A DISPOSIZIONE N.6  LANCI.

·        DIAMETRO DI 10 cm. E PESO DI 4 Kg. PER LE DONNE.

·        L’ATLETA, DEVE INIZIARE IL LANCIO DA FERMO TENENDO IL PESO TRA LA SPALLA E IL MENTO E DEVE RESTARE ALL’INTERNO DELLA PEDANA FINO AL MOMENTO IN CUI IL PESO TOCCA TERRA.
QUALORA IL CONCORRENTE TOCCHI CON UNA PARTE DEL CORPO IL TERRENO ESTERNO ALLA PEDANA, IL LANCIO SARA’ DICHIARATO NULLO.

·        LA PEDANA HA UN DIAMETRO DI 2,14 m ED E’ DELIMITATA DA UNA BANDA METALLICA.

·        LA PARTE DOVE IL CONCORRENTE DEVE EFFETTUARE IL LANCIO E’ DELIMITATA DA DUE LINEE LARGHE 5 cm. CIASCUNA,  CHE PARTONO DAL CENTRO DELLA PEDANA ED HANNO UNA ANGOLAZIONE DI  40 GRADI. 

 

Lancio del peso

 

7)    IL  LANCIO  DEL  DISCO

 

·        VINCE IL CONCORRENTE CHE LANCIA IL “DISCO” PIU’ LONTANO DEGLI ALTRI, OGNI ATLETA HA A DISPOSIZIONE N.6 LANCI.
IL “DISCO” E’ IN LEGNO O MATERIALE SIMILE, CON BORDO CIRCOLARE METALLICO.

PER GLI UOMINI PESA 2 Kg. E HA UN DIAMETRO DI 21 cm. CIRCA.

PER LE DONNE PESA  1 Kg. E HA UN DIAMETRO DI  18 cm. CIRCA.

·        IL CONCORRENTE DEVE INIZIARE IL LANCIO DA FERMO E NON CI SONO REGOLE PER QUANTO CONCERNE L’IMPUGNATURA.
L’ATLETA  DEVE RESTARE ALL’INTERNO DELLA PEDANA FINO AL MOMENTO IN CUI IL “DISCO” TOCCA TERRA
.          

·        QUALORA IL CONCORRENTE TOCCHI, CON UNA QUALUNQUE PARTE DEL CORPO IL  BORDO DELLA PARTE METALLICA O  IL TERRENO ESTERNO, PRIMA CHE IL DISCO CADA A TERRA, IL LANCIO SARA’ DICHIARATO NULLO.   

·        LA PEDANA HA UN DIAMETRO DI 2,5 m. ED E’ DELIMITATA DA UNA BANDA METALLICA. 
L’AREA PREVISTA PER IL LANCIO E’ DELIMITATA DA DUE LINEE LARGHE 5 cm. , CHE PARTONO DAL CENTRO DELLA PEDANA  ED HANNO UNA ANGOLAZIONE DI  40 GRADI

 

imim

Lancio del disco

 

8)    IL  LANCIO  DEL  MARTELLO             

 

Lancio del martello

 

·        VINCE IL CONCORRENTE CHE LANCIA IL MARTELLO PIU’ LONTANO, NEI N.6 LANCI CHE HA A DISPOSIZIONE.

·        IL “MARTELLO” E’ COSTITUITO DA UNA SFERA DI METALLO ( 12 cm. di diametro )  ATTACCATA, GRAZIE AD UN ANELLO GIREVOLE, AD UN FILO DI ACCIAIO ELASTICO, CHE TERMINA CON UN TRIANGOLO, ANCH’ESSO IN METALLO, PER L’IMPUGNATURA DELL’ATLETA.

·        COMPLESSIVAMENTE IL “MARTELLO”  DEVE PESARE 7,26 Kg. E LA LUNGHEZZA, MISURATA DALL’INTERNO DELLA IMPUGNATURA ALLA SFERA, NON DEVE ESSERE INFERIORE A 1,175 m

·        E’ CONCESSO L’USO DEI GUANTI

·        IL CONCORRENTE DEVE INIZIARE IL LANCIO DA FERMO E DEVE RESTARE ALL’INTERNO DELLA PEDANA FINO A QUANDO IL “MARTELLO” HA TOCCATO IL SUOLO.

·        NEI CASI IN CUI IL CONCORRENTE, IN MOVIMENTO, TOCCHI  CON UNA PARTE DEL CORPO IL BORDO CHE DELIMITA LA PEDANA O LASCI ANDARE IL MARTELLO O LO STESSO MARTELLO ATTERRI  NEL SUOLO NON REGOLAMENTARE, IL LANCIO SARA’ NULLO.

·        LA PEDANA HA UN DIAMETRO DI 2,13 m. ED E’ DELIMITATA DA UNA BANDA METALLICA .
L’AREA PREVISTA PER IL LANCIO E’ DELIMITATA DA DUE LINEE LARGHE 5 cm., CHE PARTONO DAL CENTRO DELLA PEDANA ED HANNO UNA ANGOLAZIONE DI 40  GRADI.

 

9)    IL  LANCIO  DEL  GIAVELLOTTO      

 

Lancio del giavellotto

 

·        OGNI PARTECIPANTE HA  A  DISPOSIZIONE N.6 LANCI, VINCE CHI LANCERA’ IL GIAVELLOTTO PIU’ LONTANO.

·        LA PEDANA, DOVE L’ATLETA PRENDE LA RINCORSA, E’ LARGA  4 m. e LUNGA da 30 a 36 m.  

·        LA PEDANA, DOVE L’ATLETA PRENDE LA RINCORSA, E’ LARGA  4 m. e LUNGA da 30 a 36 m.  

·        IL MARGINE SUPERIORE (o arco di lancio), E’ UNO SPICCHIO DI CERCHIO AVENTE RAGGIO DI 8m.   LA PEDANA, DOVE L’ATLETA PRENDE LA RINCORSA, E’ LARGA  4 m. e LUNGA da 30 a 36 m.  

·        IL GIAVELLOTTO: E’ FOMATO DA 3 PARTI, il fusto,  IN LEGNO O IN METALLO, la punta, NOTEVOLMENTE ACUMINATA, ED INFINE, una impugnatura,  IN TELA O CORDA.   

·        PER GLI UOMINI: PESO 800 g., LUNGHEZZA 2,7 m., DIAMETRO 30 mm.

·        PER LE DONNE:  PESO 600 g., LUNGHEZZA 2,3 m., DIAMETRO 25 mm.

·        IL GIAVELLOTTO DEVE ESSERE AFFERRATO PER LA SPECIFICA IMPUGNATURA, E DEVE ESSERE LANCIATO AL DI SOPRA  DELLA SPALLA, NON SI PUO’ FARE ROTEARE, E QUANDO ATTERRA,  LA PRIMA PARTE CHE DEVE TOCCARE IL SUOLO, E’ LA PUNTA.

·        IL CONCORRENTE NON PUO’ LASCIARE LA PISTA, FIN QUANDO, IL GIAVELLOTTO NON HA TOCCATO TERRA. 

·        IL LANCIO E’ NULLO QUANDO:

a)     SE UN CONCORRENTE TOCCA CON UNA QUALSIASI PARTE DEL CORPO  LE RIGHE CHE DELIMITANO L’ ARCO DI LANCIO;

b)     IL GIAVELLOTTO ATTERRA OLTRE LE LINEE DI SETTORE;

c)     IL GIAVELLOTTO NON ATTERRA SULLA PUNTA.  

 

SALTO IN  LUNGO:

 

Nel salto in lungo gli atleti devono prendere una lunga rincorsa per poi spiccare un salto in un punto prestabilito detto, asse di battuta, atterrando in una zona o rettangolo di sabbia, detta area di atterraggio. 

 

·        LA PISTA: LARGA 1,22 m. e LUNGA 40 m.

·        ASSE DI BATTUTA: e’ un asse di legno duro, dove l’atleta batte il piede per il salto. E’ LUNGA 1,22 m. e LARGA 20 cm.  

·        TAVOLA FALLI DI BATTUTA: e’ posta dietro l’asse di battuta e rivela se un concorrente ne ha oltrepassato il margine. 

·        ZONA DI ATTERRAGGIO: e’ un grande rettangolo di sabbia LARGA 2,75 m. e LUNGA 10 m. 

·        SALTO NULLO:

a)     quando l’atleta supera con una parte del corpo l’asse di battuta;

b)     un concorrente si serve di attrezzi non regolamentari;

c)     dopo il salto rientra camminando sul rettangolo di sabbia.

 

SALTO  TRIPLO:

 

Si differenzia dal salto in lungo per la lunghezza della pista ed il numero dei salti.

 

·        AREA DI GARA:  l’asse di battuta e l’area di atterraggio non sono vicine come nel lungo, ma c’ e’ un tratto di pista LUNGO  almeno 13 m.     

·        MODALITA’ DEL SALTO:   l’atleta deve seguire una sequenza prestabilita: un balzo,  un passo  e  un salto.  Nel primo balzo il concorrente deve ricadere con lo stesso piede con cui ha saltato; nel passo deve atterrare con l’altro piede che si trasforma cosi’ nel piede di battuta per il salto successivo. 

·        SALTO NULLO: sara’ nullo il salto effettuato in una delle tre fasi poggiando il piede sbagliato.

 

SALTO  IN  ALTO:

 

Gli atleti devono saltare, con stili ammessi dal regolamento, una asticella posta ad una determinata altezza, per poi atterrare su rettangoli imbottiti di gommapiuma. Ogni concorrente verra’ squalificato o eliminato se commettera’ 3 errori consecutivi.   

 

·        AREA DEL SALTO: la lunghezza per la rincorsa e’ illimitata.

·        I  RITTI:     sono i paletti che sostengono l’asticella da saltare, e sono posti ad una distanza di 4 m. 

·        ASTICELLA:   puo’ essere in legno, in metallo o altro materiale. Deve essere a sezione circolare (25/30 mm.) ma con le estremita’ quadrate per poggiare sui supporti inseriti nei “ritti”.   

·        AREA DI ATTERRAGGIO:  e’ un tappeto di gommapiuma LUNGO 5m. e LARGO 3m.

 

Prima dell’inizio della gara l’asticella viene posta, dai giudici, ad una determinata altezza. Dopo ogni turno l’asta deve essere alzata di almeno 2 cm.  

 

·        SALTO NULLO:

a)     quando l’atleta “stacca” con due piedi;

b)     fa cadere l’asticella;

c)     tocca la zona di atterraggio senza aver saltato l’asticella.

 

SALTO CON  L’ASTA:

 

Per saltare un’asticella posta ad una determinata altezza, gli atleti fannno uso di un’asta flessibile.
Gli atleti sarannno squalificati o eliminati quando avranno commesso 3 errori consecutivi.

 

·        PISTA PER LA RINCORSA:  deve avere almeno una LUNGHEZZA di 40 m. Una volta terminata la rincorsa l’atleta appoggera’ l’estremita’ dell’asta su una cassetta detta “d’appoggio” per poter spiccare il salto.

·        I  RITTI: devono essere rigidi e non possono essere spostati.

·        ASTICELLA:   e’ LUNGA  4,5 m. e non  PESA  piu’ di 2,5 Kg. , in metallo o legno, con diametro di 25/30 mm., e’ piatta all’estremita’ per poter poggiare sui supoporti.
Dopo ogni turno l’asticella deve essere innalzata di 5 cm.

·        ASTA PER IL SALTO: non ci sono particcolari limitazioni, deve pero’ essere liscia. Gli atleti possono usare le proprie aste.

·        AREA DI ATTERRAGGIO:  e’ un tappeto in gommapiuma a forma di quadrato con il lato di 5 m.

·        SALTO NULLO: 

a)     l’atleta abbatte l’asticella;

b)     quando spicca il salto ma non supera l’asticella;

c)     quando prima dello stacco tocca con una parte del corpo il terreno o l’area di atterraggio. 

 

 


 

 

 

 

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