Fragile e spavaldo

 

L’Autore ritrae l’adolescente dei nostri tempi grazie alla sua lunga esperienza clinica di psichiatra, divulgativa di scrittore, analitica di docente universitario.

Com’è allora il ragazzo che cresce sotto i nostri occhi, di genitori, insegnanti ed educatori?

Un tempo fu Edipo, portatore dell’omonimo conflitto, spaventato dai suoi istinti da “perverso polimorfo” minacciato e “colpevole”.

Oggi è Narciso, che ha perso la rabbia in corpo, che non  deve confliggere con il genitore fino all’antica uccisione simbolica del padre.

L’autorità di costui è entrata in crisi quando le madri hanno raggiunto pari opportunità, si sono assentate per lavorare, separate per essere autonome.

Nella società liquida in cui viviamo Narciso si immerge come animale simbolico e sociale, in lotta solo per apparire, per riflettersi nello specchio degli sguardi altrui.

Narciso scopre l’arte che ne dichiara l’esistenza speciale, usa il processo creativo per ottenere successo e riconoscimento della sua unicità.

Edipo aveva regole rigide e severe da rispettare, quelle di Narciso sono flessibili e derogabili. Edipo cresceva castigato dal senso di colpa, Narciso si nasconde dietro occhiali da sole svelandosi solo quando vuole e senza chiedere scusa.

Un rischio però c’è, ed è quello di non essere all’altezza delle aspettative, subendo modificazioni e vergogna, che ne brucia l’apparenza di bellezza.

Gli adolescenti di oggi sono definiti dall’Autore, fragili e spavaldi, insieme quasi un ossimoro biologico a connotarne il rischio di accarezzare la morte, di sfogare la sessualità, di svilire le istituzioni scolastiche, di ferire il corpo, di macerare nella noia.

Narciso inventa un miglior amico su cui investire e con cui consolarsi, sperimenta la vendetta per punire chi l’ha coperto di ridicolo, fa della bugia uno stile di vita, usa la musica ed il corpo, per bisogno espressivo.

Edipo poteva riparare alla colpa reintegrandosi nel sistema etico, Narciso non riesce ad espiare la vergogna se non mortificando il corpo (piercing, tatuaggi, disturbi alimentari, cutting).

La soluzione è quella di aiutare l’adolescente in crisi a costruire esperienze relazionali, a favorire una socializzazione fuori dal virtuale.

I giovani più emarginati, sofferenti, involuti, se motivati, possono uscire dall’ombra dell’invisibilità, formalizzare un battesimo sociale, costruire una coppia amorosa.

La spavalderia e la fragilità, che preoccupano noi adulti, figli di Edipo, possono essere ribaltate in un buon clima relazionale, da un adulto curioso e motivante, da un docente appassionato, da un educatore che crea fiducia.

Anche se Narciso si crogiola tra agi e diritti irrinunciabili, non conviene favorirne l’indugio, ma spronarlo verso il domani, che è già alle porte.

 

Titolo: “Fragile e spavaldo” 

Autore: Gustavo Pietropolli Charmet

Anno pubblicazione: Giugno 2011

Prezzo: Euro 8

Casa Editrice: Editori Laterza

 

 



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